Il riscaldamento è uno dei maggiori responsabili degli alti costi in bolletta ed incide molto il tipo d’impianto.
Meglio centralizzato o autonomo? Sono previste delle forme d’incentivazione? Quali sono le condizioni più vantaggiose?

Quante volte ti sei domandato quale impianto di climatizzazione (invernale ed estiva) sia più vantaggioso tra quello autonomo e quello centralizzato?

Probabilmente dopo l’annuncio dell’Ecobonus 110%, che incentiva ulteriormente gli interventi di efficientamento energetico per la propria abitazione, questa riflessione sarà tornata a ronzarti in testa più forte che mai…

D’altronde i costi per la climatizzazione sono sempre un problema: in inverno perché occorre riscaldare gli ambienti e in estate perché occorre raffrescare. Cambia il tipo di energia in base alla stagione, termica piuttosto che elettrica, ma i consumi restano e con essi i costi.

L’unica possibilità per risparmiare concretamente senza rinunciare al confort degli ambienti è quella di valutare soluzioni diverse di impianto e quindi nel caso di condominio, centralizzato o autonomo? Ad alta efficienza energetica o no?

In questo articolo analizzeremo i principali aspetti dell’impianto di climatizzazione centralizzato e di quello autonomo. Parleremo delle forme d’incentivazione previste e di come queste potrebbero rendere maggiormente vantaggioso un impianto piuttosto che un altro.

Se questi aspetti ti sembrano interessanti, mettiti comodo e continua la lettura di questo articolo!

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Impianto di climatizzazione Autonomo Vs Centralizzato

Per impianto di climatizzazione invernale autonomo, si intende un impianto termico indipendente formato da una caldaia a metano che, attraverso un sistema di tubature, raggiunge i caloriferi presenti negli ambienti.

Ogni condòmino gestisce in piena autonomia gli usi e consumi della caldaia, quindi temperature e ore di accensione.

Chi possiede questo tipo d’impianto può vantare la sicurezza di decidere per i propri consumi e di avere pieno controllo della spesa energetica, senza soprese provenienti dagli impianti degli altri inquilini.

Quello che molti ignorano è che queste sicurezze sono garantite anche dai nuovi impianti centralizzati.

La vecchia tecnologia che caratterizzava gli impianti centralizzati, entrava in funzione solo per modalità e orari comuni per tutti gli inquilini, di conseguenza però penalizzava le esigenze di alcuni.

In generale, il grande vantaggio di questo sistema era quello di disporre di un’unica grande caldaia che portava energia termica a tutte le abitazioni, con costi più bassi a parità di calore erogato. Di conseguenza la stessa manutenzione richiedeva una spesa minore.

Oggi gli impianti di climatizzazione centralizzati hanno potenziato i vantaggi della tecnologia precedente e permettono inoltre di frazionare e contabilizzare i consumi per singola unità immobiliare, addirittura per singolo diffusore interno.

Questo impianto conferisce quindi la stessa indipendenza di quello autonomo e maggiore efficienza: a parità di ciclo produttivo consuma meno ed ha una manutenzione molto più semplificata sia per la gestione che per i costi.

Mediamente infatti i costi di manutenzione di una singola caldaia (impianto autonomo) costa annualmente 150 € ad inquilino, quindi un condominio di 10 appartamenti arriva a spendere complessivamente 1500 €/anno. Almeno il doppio rispetto alla caldaia dell’impianto centralizzata.

I piccoli impianti autonomi inoltre sono più soggetti alle rotture che chiaramente comportano ulteriori costi.

Anche l’aspetto del confort e della sicurezza potrebbe incidere sulla scelta di uno o dell’altro impianto: più impianti singoli significa più canne fumarie che portano via spazi, richiedono più manutenzione, aumentano il rischio di incendi e ostacolano il contenimento delle dispersioni di energia termica.

Perché l’Ecobonus 110% ripaga l’impianto centralizzato?

Probabilmente negli ultimi giorni ti sarà capitato di leggere notizie in merito all’Ecobonus.

Questa forma d’incentivazione è presente da tempo in Italia sotto forma di detrazione fiscale, ma stanno facendo scalpore le novità inserite attraverso il Decreto Rilancio: aliquota fino al 110% e possibilità di ottenere il contributo subito sotto forma di sconto anticipato dal fornitore.

Qual è il motivo di tali aggiornamenti?

Le detrazioni previste per gli interventi di efficienza energetica erano fissate al 65%, mentre le spese per la realizzazione di impianti fotovoltaici erano al 50%. Il contribuente era costretto ad anticipare le spese sostenute per recuperare poi nell’arco di anni, circa la metà dell’investimento.

A queste condizioni la diffusione dell’efficienza energetica in ambito domestico si è rivelata poco efficace.

Con l’Ecobonus potenziato al 110% sembra invece che non ci siano più “scuse” per realizzare gli interventi di efficienza energetica per la propria abitazione, come appunto la sostituzione del vecchio impianto di climatizzazione con un nuovo centralizzato.

Vista proprio la grande convenienza e l’alto grado di sostenibilità degli impianti centralizzati, la detrazione di cui all’articolo 14 del Decreto Legge 4 giugno 2013, n 63, convertito in legge 3 agosto 2013, n 90, si applica sulla parti comuni degli edifici nella misura del 110% per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernali esistenti con soli impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria.

Come ottenere la climatizzazione invernale ed estiva alle condizioni più vantaggiose

Installare una caldaia centralizzata ad uso dell’intero edificio anziché singole caldaie autonome, abbiamo detto essere notevolmente più vantaggioso in termini di rendimento, di risparmio e di prestazioni, ma per massimizzare i risultati di efficienza energetica esistono altre soluzioni…

La pompa di calore è la prima scelta in termini di climatizzazione centralizzata invernale ed estiva, perché con un’unica soluzione è possibile provvedere sia al riscaldamento che al raffrescamento degli ambienti nel miglior rapporto costi benefici.

Questo tipo d’impianto estrae il calore da una fonte naturale (aria, acqua o terra) e lo trasporta dentro l’edificio alla temperatura idonea, in funzione del tipo di impianto di riscaldamento. Si tratta dunque di impianto alimentato da energie rinnovabili e come tale contribuisce alla riduzione delle emissioni di gas inquinanti nell’atmosfera.

Per via degli alti standard di efficienza energetica della pompa di calore, questa viene incentivata al 110% dall’Ecobonus il quale prevede inoltre la possibilità di abbinare il suddetto impianto ad uno fotovoltaico se anch’esso centralizzato, così da soddisfare l’intero fabbisogno energetico.

Optando per queste soluzioni integrate, peraltro totalmente incentivate dall’Ecobonus 110% (da Decreto Rilancio), l’intero condominio potrà abbattere le spese energetiche per la climatizzazione (invernale/estiva), tra le principali responsabili dei costi alti in bolletta.

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